Archivio dell'autore: admin

2017-2018

5 maggio 2018

”Ferenczi e il trauma”      a cura di Andrea CARRER

”Jung e la creazione della psicologia moderna” di Sonu SHAMDASAMI – a cura di Giovanni CAPUTO e Daniela FOIS

14 aprile 2018

a cura di Fiorella FERA e Giovanni CAPUTO

 

10 marzo 2018

10 febbraio 2018

Spunti di riflessione sul disturbo post traumatico”

Proiezione del film “Noi siamo infinito”  commento a cura di Annamaria STELLA

16 dicembre 2017

Il corpo accusa il colpo” di Bessel VAN DER KOLK

a cura di Marina CORRADI, Daniela FALONE, Eleonora Pellegrini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11 novembre 2017

“LA Selfdisclosure dell’analista”

a cura di Daniele RONDANINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14 ottobre 2017

“Neuropsicologia dell’inconscio”
di Efrat GINOT
presentazione a cura di Antonino FIRETTO


 

 

 

 

 

 

16 settembre 2017

“Jung parla”
Interviste e incontri
a cura di W.McGUIRE e R.F.C. HULL

 

20 anni di Dialoghi

In occasione dei 20 anni del gruppo Dialoghi di Psicologia Analitica, Massimo Giannoni ha tracciato un profilo del percorso fatto, presentando poi un video che riassume i momenti più significativi di questi anni insieme.

Il video è disponibile da questo link :  https://youtu.be/EEn2fJMPNBo

 

2016-2017

27maggio 2017

La psicoterapia sensomotoria: una possibile integrazione alla psicoterapia analitica dei pazienti “fronteriços” (ex non-analizzabili)

Eleonora PELLEGRINI e Massimo GIANNONI

11 marzo 2017

“Le due diverse anime che abitano le istituzione Junghiane”

Fiorella FERA e Daniela FALONE

Daniele RONDANINI  “Un caso di depersonalizzazione”

11 febbraio 2016

“Attaccamenti multipli”  di Rosalinda CASSIBBA

a cura di Daniela FOIS;

Mario BRUNETTI “Caso clinico”

14 gennaio 2017

“Il pensiero di Jaak PANKSEPP e le possibili interazioni con la psicoanalisi”

a cura di Marina CORRADI

17 dicembre 2016

“20 anni di Dialoghi”

In occasione dei 20 anni del gruppo Dialoghi di Psicologia Analitica, Massimo Giannoni ha tracciato il profilo del percorso fatto, presentando poi un video che riassume i momenti più significativi di questi anni insieme.

Il video “20 anni di Dialoghi” è disponibile all’indirizzo  https://youtu.be/EEn2fJMPNBo

 

19 novembre 2016

La psicoanalisi nordamericana 1940-1980″
a cura di Mario BRUNETTI, Giovanni CAPUTO,
Stefano CECCHINI, Francesco De BEI

america

15 ottobre 2016

Il modello relazionale” dall’attaccamento all’intersoggettività
a cura di Fiorella FERA

“Il primo uomo” di Albert CAMUS
a cura di Mariolina LANDI

fiorella102016

17 settembre 2016

Teoria e clinica psicoanalitica
Scritti scelti di S.A.MITCHELL
presentazione di Francesco De BEI (curatore e traduttore)

img_2978

 

 

 

 

 

 

2015-2016

2 aprile 2016

“L’affettività nella coppia tra continuità e discontinuità”
a cura di Antonio DORELLA e Fiorella FERA

IMG_0916 IMG_0912

20 febbraio 2016

Seconda parte:
“Archeologia della mente – origini neuroevolutive delle emozioni umane”
di Iaak PANKSEPP e Lucy BIVEN
presentazione a cura di Daniela FALONE e Daniela FOIS

IMG_0326

23 gennaio 2016

DiCEGLIE

12 dicembre 2015

LocandinaRecovery

imageimage

7 novembre 2015

Prima parte:
“Archeologia della mente – origini neuroevolutive delle emozioni umane”
di Iaak PANKSEPP e Lucy BIVEN
presentazione a cura di Daniela FOIS e Marina CORRADI

IMG_9038
Seconda parte:
“Il caso di Santa”
a cura di Giovanni CAPUTO e Stefano CECCHINI

IMG_9049

10 ottobre 2015

locandina10102015

19 settembre 2015
“Riflessioni critiche sulla psicologia dinamica, di Giovanni JERVIS”
a cura di Giovanni CAPUTO , Fiorella FERA

IMG_8545IMG_8549

 

 

 

 

 

 

“Soggettività dei terapeuti a confronto”
Le 3 sedute con Gloria SZYMANSKI di C.ROGERS, A.ELLIS, F.PERLS
Video a cura di Mario BRUNETTI , Maria Rita CARDARELLI

IMG_8550

 

 

 

2014-2015

9 maggio 2015
Massimo GIANNONI

“La Sindrome Postraumatica da Stress complesso (SPTc)

locandina09052015

18 aprile 2015
Cesare FELICI

“L’ipnosi medica, cosa non è e come agisce

IMG_6744

14 marzo 2015
Domenico Di CEGLIE

“La disforia di genere nell’età evolutiva
e il suo impatto psico-sociale”

IMG_6070

 

IMG_6071

7 febbraio 2015
Giovanni CAPUTO, Stefano CECCHINI, Mario BRUNETTI

“Il CASO FERENCZI”

Ferenczi

10 gennaio 2015
Camilla MIGLIO

La lingua salvata”
di Elias CANETTI

La vita salvata

13 dicembre 2014
Anna MONCELLI, Anna STELLA

“Il transfert erotico nella pratica clinica”

locandina13122014

8 novembre 2014

Massimo GIANNONI, Eleonora PELLEGRINI

Sviluppi traumatici”
 un racconto  (seconda parte)

Daniela FALONE “Vignetta clinica

locandina08112014

IMG_5557IMG_5566

4 ottobre 2014

Massimo GIANNONI 

Sviluppo traumatico e dissociazione : un racconto” 

Discussant : Daniela FALONE, Eleonora PELLEGRINI

 

locandina04102014IMG_5325

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2013 – 2014

12 ottobre 2013

Daniela FALONE, Eleonora PELLEGRINI, Fiorella FERA, Mario BRUNETTI, Massimo GIANNONI

Passione terapeutica (presenza partecipativa ed emotivamente vitale) nel controtransfert” di Irwin Z. HOFFMAN

locandina12102013
IMG_3058______________________________________________________

 9 novembre 2013

Daniela FOIS: “Le forme dell’intersoggettività” Parte 1
Cecilia CODIGNOLA: “vignetta clinica”

locandina09112013

IMG_3193

_____________________________________________

7 dicembre 2913

Daniela FOIS: Le forme dell’intersoggettività” Parte 2
Maria Patrizia VECCHIO : “STONER” di J.E.WILLIAMS

locandina07122013

IMG_3191

______________________________________________

11 gennaio 2014

Daniela FOIS: “Le forme dell’intersoggettività” Parte 3
Cecilia CODIGNOLA: “vignetta clinica”

locandina11012014

22 febbraio 2014

______________________________________________

22 febbraio 2014

Antonino FIRETTO: “L’ombra dello tsunami”
di P.M.BROMBERG

locandina 22022014IMG_3573

_____________________________________________

15 marzo 2014

Daniela FOIS : “Le forme dell’intersoggettività” Parte 4
Daniela FALONE: “vignetta clinica”

locandina15032014

IMG_3636

____________________________________________

29 marzo 2014

Marina CORRADI, Eliana ELIA, Fiorella FERA, Anna MONCELLI
“Il grande Gatsby”

locandina29032014

IMG_3671

 

 

 

 

 

_______________________________________________________________

17 maggio 2014

Giovanni CAPUTO, Mario BRUNETTI, Stefano CECCHINI
“L’America di SULLIVAN”

 

IMG_3794IMG_3783

 

 

 
 

SLIDES DELLA PRESENTAZIONE
(attendere qualche istante per la visualizzazione)

 

2012 – 2013

29 settembre 2012 (parte I) e 27 ottobre 2012 (parte II)

Eleonora PELLEGRINI e M.Anna ROSSIIl Sé viene alla mente, la costruzione del cervello cosciente” di Antonio DAMASIO

Fiorella FERA e Marina CORRADITeoria epratica dell’alleanza terapeutica” di Jeremy D. SAFRAN e J.Christopher MURAN

10 novembre 2012 

Marina CORRADI, Eleonora PELLEGRINI, M.Anna ROSSI, Daniela FALONE

La regolazione degli affetti e la riparazione del Sé” di Allan N. SCHORE

 2012-2013_03

1 dicembre 2012 

Francesco GAZZILLO  

La SWAP-200  – Schedler Westen Assessment Procedure

1 dicembre 2012 

Francesco GAZZILLO presentazione dl libro “I sabotatori interni” a cura dell’Autore con l’intervento di Cecilia CODIGNOLAAntonio FIRETTO, Daniela FOIS

12 gennaio 2013 

Gherardo AMADEI  “Mindfulness e psicoanalisi relazionale

2012-2013_08

 

Provenienti da due tradizioni ben distinte, la mindfulness e la psicoanalisi relazionale si  sono incontrate nella dimensione della clinica dando vita a innovative modalità di intervento.

 

 

 

16 febbraio 2013 

Marina CORRADI, M.ANNA ROSSI, Eleonora PELLEGRINILa vergogna e l’identificazione proiettiva in Allan SCHORE

9 marzo 2013   II parte

Marina CORRADI, M.ANNA ROSSI, Eleonora PELLEGRINILa vergogna e l’identificazione proiettiva in Allan SCHORE

2012-2013_09

6 aprile 2013 

Daniela FALONE, Antonino FIRETTO Riflessioni su Daniel N. STERN

2012-2013_11

Proiezione del filmato di Alfredo Lo CignoBallando Ballando

2012-2013_10

 

 

 

 

 

11 maggio 2013

Giorgio Caviglia “Psicoterapia e Teoria dell’ attaccamento

2012-2013

2011 – 2012

1° ottobre 2011

Daniela FALONELa svolta relazionale” a cura di V.LINGIARDI, G.AMADEI, G.CAVIGLIA, F.DeBEI

2011-2012_01Il libro è la prima raccolta di contributi che raccontano la storia del modello relazionale in Italia. Il termine relazionale, scrive Stephen Mitchell, “è stato espressamente scelto per mettere in evidenza il collegamento tra le relazioni interpersonali e le relazioni oggettuali interne”. La svolta relazionale può essere descritta come un nuovo paradigma psicoanalitico, nato negli Stati Uniti, tra gli anni ’70 e ’80 del ‘900, dall’incontro e dal dialogo tra il modello delle relazioni oggettuali, la psicoanalisi interpersonale, la psicologia del Sé, la prospettiva intersoggettiva, la critica femminista e i contributi dell’Infant Research.

 

12 novembre 2011

Nadia NERIEtty HILLESUM, un’estrema compassione

2011-2012_02Etty Hillesum (1914-1943) intellettuale olandese, ebrea, fu uccisa nel lager di Auschwitz. Negli ultimi due anni della sua vita tenne un diario arrivato ai nostri giorni. Questa opera, alla quale si affianca  una raccolta di lettere, è  una lucida testimonianza sulla persecuzione ebraica, e, allo stesso tempo, un testo di riflessione sulla condizione umana, sul dolore, sull’odio e l’amore tra i più intensi scritti in questo secolo.

Dopo la proiezione del film, Nadia NERI ha presentato i temi centrali della sua ricerca svolta negli ultimi 10 anni sulla vita e il pensiero di Etty Hillesum.

21 gennaio 2012

E.PELLEGRINI, M.A.ROSSI, F.FERAPsicoterapia e teoria dell’attaccamento”  di D.J.WALLIN

F.Fera ha introdotto il libro di D.J.WALLIN sottolineando l’importanza del contributo dato dall’autore, in un quadro integrato di teoria, prassi e ricerca, alla costruzione di un modello di intervento innovativo in cui il riconoscimento del ruolo dell’attaccamento e dei suoi stili, gioca un ruolo centrale nella relazione terapeutica e nel cambiamento che deriva dalla migliore integrazione di pensieri, sentimenti e bisogni.

E.Pellegrini ha presentato la Adult Attachment Interview (AAI), l’intervista semistrutturata ideata allo scopo di rintracciare una connessione o un collegamento fra le esperienze di accudimento vissute dai genitori e le modalità relazionali che essi instaurano con i propri figli. E’ stata mostrata la tecnica di somministrazione e raccolta dati e quella di siglatura.

M.A.ROSSI ha infine descritto alcuni risultati ottenuti dalle ricerche nel campo delle neuroscienze, in particolare sui meccanismi d’azione che intervengono nella neurotrasmissione tra amigdala, ipotalamo e corteccia cerebrale, nel quadro dell’interazione tra circuiti neuronali ed esperienza.

3 marzo 2012

A.FONTANA e F.GAZZILLOPsicoanalisi in tempi di crisi

2011-2012_06I curatori hanno presentato il libro che comprende la traduzione de “I dieci anni dell’Istituto Psicoanalitico di Berlino” curato nel 1930 da Max EITINGON (uno dei primi importanti allievi e collaboratori di Freud) e alcuni saggi di commento che delineano il quadro storico-culturale della pubblicazione  con  un particolare riferimento alle implicazioni per il presente ed il futuro della psicoanalisi.

L’idea di tradurre un testo di circa 80 anni fa è nata dall’osservazione dell’attualità dell’esperimento condotto tra le due guerre nel Policlinico dell’Istituto di Berlino, quale importante realizzazione del movimento psicoanalitico del tempo dal punto di vista organizzativo, della formazione, dell’attività clinica e dell’impegno culturale e sociale. Nella discussione sono intervenuti D.FOIS, F.DeBEI, G.CAVIGLIA, P.CRUCIANI, F.AGOSTA.

14 aprile 2012

P.BOCCARA e G.RIEFOLO   “Cinema e psicologia del profondo

2011-2012_07

12 maggio 2012

Forum Austriaco di Cultura “La svolta relazionale”

Nella splendida cornice del Forum Austriaco di Cultura a Roma, si è tenuta la conferenza cui hanno partecipato gli autori del libro

GALLERIA FOTO

2010 – 2011

16 ottobre 2010

Cecilia CODIGNOLA e Fiorella FERA “Ogden :Riscoprire la Psicoanalisi: pensare e sognare, imparare e dimenticare”

2010-2011_01Cecilia Codignola ha descritto come Ogden affermi di avere riscoperto la psicoanalisi e ci inviti a farlo, attraverso tre esperienze: il ricrearla mentre si parla con ciascun paziente in ciascuna seduta, ovvero imparando a parlare come sognare, mentre si fa esperienza di insegnamento o supervisione, aiutando il supervisionato a sognare quegli aspetti dell’esperienza con il proprio paziente che non è stato in grado di sognare e infine nell’ atto di leggere e scrivere testi analitici o letterari. Parlare come sognare col paziente, significa fare un lavoro psicologico con la propria esperienza emotiva vissuta , passata e presente, parlare in modo autentico e genuino, semplice e chiaro, libero da cliché, da gergo , da toni di voce terapeutici o sapienti, cessando di fare interpretazioni o offrire altre forme di interventi analitici, significa essere analista rinunciando ad essere l’analista che già sapeva come doveva essere.

    22 gennaio 2011

      Fiorella Fera ” Conversazione ai confini del sogno” di T. OGDEN

2010-2011_02Fiorella Fiera ha presentato ” Conversazione ai confini del sogno”  (2001) di Thomas Ogden, testo nel quale l’autore cerca di dar voce, attraverso la concezione di reverie e terzo analitico, al complesso intreccio tra soggettività e matrice intersoggettiva, tra spazio privato del sè e reciproca presenza emotiva. La reverie è uno stato alterato di coscienza dall’analista sentito come perturbante, non intenzionale, fatto di divagazioni mentali, fantasie, ricordi, vissuti corporei, noia, stati affettivi apparentemente incongrui rispetto al contesto. Da tale stato al confine tra conscio ed inconscio, si generano una catena associativa ed un nuovo assetto affettivo che imprimono vitalità ed autenticità all’ interazione. L’ autore inquadra, teoricamente, il proprio punto di vista a partire dalla concezione bioniana di identificazione proiettiva come evento relazionale. Tuttavia, mentre Bion auspicava ” un analista senza memoria e senza desiderio” , Ogden ritiene che , nel contesto terapeutico, si costituisca un nuovo soggetto analitico, il terzo analitico, che è contemporaneamente espressione delle due individualità, del loro reciproco inconscio influenzamento e della relazione che si è stabilita nel tempo. All’ interno di una tale esperienza, talvolta, l’analista viene sorpreso dall’immediatezza di una sua risposta, esplicita o implicita ( ” interventi non pianificati” ). La riflessione psicologica del terapeuta, ,partire dal riconoscimento degli stati affettivi intersoggettivamente creati, consente, successivamente, di far luce sui contenuti psichici dissociati, tanto in se stesso, che nel paziente.

13 novembre 2010

Massimo GIANNONI “La psicoanalisi relazionale nella prospettiva Junghiana”

Maria Anna ROSSI, Stefano CECCHINI “Riflessioni su Destare il sognatore” di P.M.BROMBERG

2010-2011_ 03Massimo Giannoni ha letto alcuni passi di “La psicoanalisi relazionale nella prospettiva junghiana”, capitolo del libro “La svolta relazionale in Italia” che sarà edito tra breve da Cortina ed.

Maria Anna ROSSI e Stefano CECCHINI hanno presentato una sintesi dei principali concetti del libro di P.M.BROMBERG, come la dissociabilità della mente, l’uso di questa proprietà a fini difensivi contro l’angoscia e il processo di reintegro dele parti dissociate anche attraverso i sogni, concepiti non come testi da decifrare ma come mezzi per entrare in contatto con la normale varietà degli stati del Sé.

11 dicembre 2010

Antonio FIRETTO e Mario BRUNETTI  commento a “Destare il sognatore” di  P.M.BROMBERG e caso clinico

2010-2011_04Riprendendo il commento al libro di Bromberg, A.FIRETTO e M.BRUNETTI hanno presentato due brevi vignette cliniche a margine del dibattito sul concetto di Enactment e della centralità data dall’autore alla consapevolezza, costruita insieme e condivisa da paziente e analista, attraverso l’esplorazione dei reciproci stati dissociati del Sé impegnati nel confronto analitico.

22 gennaio 2011

Fiorella FERAIl libro rosso di Jung“:

2010-2011_05Fiorella FERA  ha introdotto la lettura e un breve commento propedeutico de Libro rosso di Jung pubblicato di recente da Bollati Boringhieri.

“Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori. In quegli anni si decise tutto ciò che era essenziale; tutto cominciò allora. I dettagli posteriori sono solo completamenti e chiarificazioni del materiale che scaturì dall’inconscio. Mi ci sono voluti praticamente quarantacinque anni per distillare nell’alambicco del mio lavoro scientifico le cose che sperimentai e annotai allora. Da giovane, la mia meta era di fare qualcosa nella mia scienza. Ma poi fui travolto da questo torrente di lava, e il suo fuoco dette nuova forma e nuovo ordine alla mia vita. Quelle prime fantasie e quei sogni furono per me come magma fuso da cui si cristallizzò la pietra che potei scolpire”. C.G.JUNG 1961

11 febbraio 2011

Daniela Fois “Setting e violazioni” di G. GABBARD

2009-2010_ 02D.Fois ha riassunto i temi principali del libro in cui gli autori, partendo dallo sviluppo del concetto di confine in psicoanalisi, passano al cruciale tema dei confini entro cui si dovrebbe muovere l’analista, trattando le violazioni, sessuali e non, di questi confini. L’argomento viene affrontato a diversi livelli: attraverso una rassegna storica e teorica, l’analisi psicodinamica, i problemi etici, i provvedimenti disciplinari e “riabilitativi” in relazione alle violazioni dei confini anche con il contributo del materiale clinico tratto dall’analisi di oltre 70 analisti che avevano avuto rapporti sessuali con i pazienti.

9 aprile 2011

Saro BRIZZI Psicoanalista-didatta dell’Istituto Sullivan di Firenze

2010-2011_06La teoria interpersonale della psicoanalisi ha avuto il suo fondatore nella figura di Harry Stack Sullivan, uno psichiatra americano vissuto tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento (Chenango Country, 1892 – Parigi, 1949). Nel corso degli anni venti ha sviluppato un intenso lavoro interdisciplinare, in particolare con l’antropologo Edward Sapir e con gli esponenti del primo movimento dell’interazionismo simbolico, quali G.H. Mead, C.H.Cooley, W.I. Thomas ed altri. Sul piano strettamente psichiatrico il suo principale ispiratore fu Adolf Meyer, mentre apprezzava il pensiero psicoanalitico di S. Freud, cominciandone, però, ad intravederne già in quegli anni i limiti scientifici ed operativi.

14 maggio 2011

John FREEMAN  “Face to face with Carl Gustav JUNG”  (BBC 1959)

2010-2011_07

 

Proiezione dell’ intervista a C. G. JUNG realizzata da John FREEMAN nel 1959 nell’ambito del programma ” face to face” che la BBC dedicò ai personaggi più significativi del secolo scorso.

2009 – 2010

16 dicembre 2009 e 13 gennaio 2010

Daniela FOIS “Caso clinico nell’ambito della psicoterapia infantile”

Sono intervenuti, L. ABBATE, G.CAPUTO, M.Di RENZO, M.GIANNONI, A.M.STELLA

17 ottobre 2009

Alfredo Lo CIGNO “Alcune riflessioni sul percorso analitico di uno psicoanalista”.

2009-2010_04

Marina CORRADI e Giovanni CAPUTO presentazione e commento di “Seminari” e “Coraggio, potere e narcisismo” di H. KOHUT”

2009-2010_05

11 novembre 2009

Antonio FIRETTO “Selfdisclosure e omosessualità in analisi” con l’introduzione di Massimo GIANNONI e l’intervento di Daniela FALONE e Vittorio LINGIARDI

2009-2010_06Massimo GIANNONI ha introdotto la serata sviluppando l’idea che la self/disclosure era praticata da Jung stesso come conseguenza del suo atteggiamento terapeutico.

Daniela FALONE ha parlato del contributo della scuola relazionale iniziato in ambito freudiano, la critica dell’analista neutrale e ha formulato prime riflessioni sul tema della self/discolosure. Il lavoro presentato da Antonio FIRETTO ha esaminato, alla luce dei contributi e dei cambiamenti che la psicoanalisi ha subìto negli ultimi decenni con l’introduzione della prospettiva relazionale e dell’Infant Research, la self/disclosure dell’orientamento sessuale del terapeuta con un paziente omosessuale e i suoi effetti sull’alleanza terapeutica. Ha poi approfondito il tema della relazione con l’esposizione di un caso clinico.

Vittorio LINGIARDI ha dibattuto il tema della condizione omosessuale e condotto una supervisione del caso clinico presentato da Antonio FIRETTO.

21 novembre 2009

Giorgio CAVALLARI (CIPA Milano) “Identità maschile e ruolo paterno: uno sguardo dalla prospettiva della psicologia analitica”

2009-2010_09Giorgio CAVALLARI basandosi sui temi trattati nel suo libro “L’uomo postpatriarcale, verso una nuova identità maschile” ha presentato alcune considerazioni sul ruolo del maschile nel nostro tempo partendo dall’analisi della crisi della figura del padre nella sua risonanza collettiva, sociale, intima e familiare. Il percorso di riflessione inizia dall’uomo-padre, passando per l’uomo-adolescente, per giungere all’uomo soggetto partecipe di quel mistero che è la coppia, cioè l’incontro tra uomo e donna, quella “conquista dell’Arte” di cui ha parlato Jung.

Marina CORRADI ha presentato la seconda parte delle considerazioni su “Seminari” di H.KOHUT.

19 dicembre 2009

Anthony MOLINO “La vitalità degli oggetti: esplorazioni intorno al pensiero di Christopher BOLLAS”

2009-2010_07In anni in cui ad una critica ostile all’eredità freudiana fa spesso da contrappunto una posizione arroccata e chiusa da parte degli psicoanalisti e delle loro istituzioni, il pensiero di Christopher Bollas è divenuto un significativo punto di riferimento. Anthony Molino – che ha documentato l’evoluzione del pensiero di Bollas negli anni, in due importanti conversazioni – nel rivisitare la sua opera poliedrica, ha voluto mettere in risalto le sue connessioni con il pensiero junghiano e la singolare rilettura che Bollas fa del complesso edipico, agganciandosi così anche alla precedente relazione del collega Giorgio Cavallari, “Identità maschile e ruolo paterno”.

23 gennaio 2010

“Il senso della psicologia del Sé” Proiezione di un filmato di Heinz KOHUT (1978) presentato da Anna CARUSI

2009-2010_08

 

Traduzione italiana del filmato a cura di A.CARUSI   – (PDF)

 

 

20 febbraio 2010

Marina CORRADI “Alcune riflessioni sulla psicoterapia delle psicosi”

20 marzo 2010

Claudio ARNETOLI “Conversazioni sul Super-Io”

2009-2010_10

 

Claudio ARNETOLI ha presentato alcuni temi relativi al vasto concetto di Super-Io in psicoanalisi, selezionando gli spunti di maggiore interesse sia riguardo alla definizione, alla descrizione dell’organizzazione interna (Ideale dell’Io, Io ideale e Super-Io) che al funzionamento di questa istanza psichica, partendo dalla definizione concettuale di Freud per attraversare le elaborazioni degli autori successivi.

 

22 maggio 2010

Francesco GAZZILLO e Maura SILVESTRI “Sua maestà Masud KHAN, vita e opere di uno psicoanalista pakistano a Londra”

2009-2010_ 03I due autori hanno presentato una biografia critica di M.KHAN con particolare attenzione all’esperienza analitica con WINNICOTT, agli anni successivi in cui Masud ha ricoperto il ruolo di analista all’interno della British Psychoanalytic Society, fino al declino professionale, alla patologia alcolica, la malattia e la morte. La vita di Khan viene riletta alla luce delle ipotesi da lui stesso elaborate sulla patologia della personalità e sulla perversione. Una particolare attenzione è stata dedicata alle ipotesi teoriche di personalità schizoide, trauma cumulativo e la “tecnica di intimità” utilizzata nelle perversioni. Marina CORRADI e Daniela FOIS hanno dibattuto il particolare valore teorico delle ipotesi di Khan e il tema della violazione del setting. Massimo GIANNONI ha coordinato il dibattito ed ha riproposto la necessità di introdurre forme di verifica anche per le teorie psicoanalitiche, le quali rischiano altrimenti di avere come unica forma di validazione il principio di autorità incarnato dalla tradizione.

2008 -2009

27 settembre 2008

Daniela FALONE “Fusione e separazione nell’opera di Jung”

2008-2009_01Nello scritto “Fusione e separazione nell’opera di C.G. Jung” si avanza l’ipotesi che il tema della fusione-separazione, o identità-differenziazione, sia fondamentale nel pensiero di Jung: nel complesso meccanismo di regolazione psichica da lui delineato sono previsti vari livelli di funzionamento, che prevedono rapporti differenti tra coscienza ed inconscio, in una continua dialettica tra le due polarità di identità e differenza.

In Jung infatti fusione e separazione sono eventi psicologici che non riguardano solamente le relazioni d’oggetto, ma è il rapporto tra coscienza ed inconscio a declinarsi secondo queste due modalità. Più che rappresentare stadi evolutivi, l’identità e la differenziazione sono, diremmo con termini attuali, due dimensioni dell’esperienza presenti durante tutta l’esistenza. Mentre in altre teorie psicoanalitiche sono stati ipotizzati stadi successivi dello sviluppo che conducono all’acquisizione stabile di un’autonomia, di una separatezza, a partire da una condizione di indifferenziazione, la visione di Jung è sui generis: regredire alla condizione d’identità inconscia è sempre possibile, e ciò che accade nel rapporto tra coscienza ed inconscio si riflette inevitabilmente nelle relazioni della vita, mercé la proiezione dei propri complessi, afferma Jung.

Vengono analizzate le nozioni di inconscio e coscienza, la complessa relazione tra essi, la funzione dell’attività simbolica edella compensazione, per sostenere l’ipotesi che la dialettica fusione-separazione sia sottostante a molte dinamiche descritte da Jung (ad esempio: tra individuo e collettività, nel rapporto coniugale, nella polarità estroversione-introversione, nella distinzione tra prima e seconda metà della vita…).Il processo d’individuazione è il processo di differenziazione della coscienza , in cui l’uscita dalla pericolosa originaria identità avviene grazie ad un iniziale atto di distinzione che esiterà in un ampliamento della coscienza, dato dalla sintesi di conscio ed inconscio; nello svolgersi di questo processofusione e separazione divengono esperienze psicologiche sempre più articolate e sofisticate.

Il tema della fusione e separazione risulta utile non solo perché delinea alcune situazioni patologiche di frequente riscontro nella pratica clinica, che attualmente riferiremmo all’ambito dei disturbi narcisistici e borderline, ma anche perché può diventare un filo rosso nel seguire il pensiero di Jung che, come egli stesso ha insegnato, è inevitabilmente ed inestricabilmente legato alla sua personalità ed alla sua storia.

18 ottobre 2008

Bianca GALLERANO “La mente dell’analista al lavoro tra dimensione regressiva e impegno etico”

2008-2009_02La natura dell’analisi con i suoi due aspetti della dimensione regressiva e dell’impegno etico è al centro del lavoro presentato da B.GALLERANO e scritto con L. ZIPPARRI.

La difficoltà a mantenere fede al proprio impegno etico da un lato ed essere inevitabilmente esposti al contagio psichico dall’altro, può determinare la perdita dell’atteggiamento analitico favorendo processi collusivi all’interno della coppia analitica, come dimostrato nella esposizione di una storia clinica in cui tale rischio si è concretizzato. Gli autori affermano che la costante cura della propria salute mentale, diviene per l’analista, uno dei principali impegni etici al di là dell’analisi svolta durante la formazione che non rappresenta un “vaccino” contro i rischi sopra descritti. L’attenzione andrebbe focalizzata su alcuni punti nodali che sostanziano il lavoro analitico, in particolare “…come funzionano/disfunzionano la mente del paziente, quella dell’analista e la relazione cui l’incontro delle due menti da avvio in modo da consentire sviluppo o in modo da produrre involuzione (di paziente e analista)” (Ferro 2002, p.9). In questo contesto etico, scegliere un nuovo paziente rimanda alle responsabilità di un destino, analiticamente inteso. L’analista può essere creativo nell’aiutare il paziente, imparando a patire senza danneggiare se stesso né colui che gli si affida, ambire dunque a divenire creativo in senso psicologico.

15 novembre 2008

Stefano CECCHINI “Teorie e paradigmi. Riflessioni sulle possibilità di dialogo tra teorie diverse”

2008-2009_03Negli ultimi cinquanta anni abbiamo assistito alla nascita, nell’ambito della psicologia, di concetti diversi, volti ad indirizzare l’attenzione su come l’individuo sviluppi ed utilizzi la consapevolezza verso la propria e l’altrui interiorità (stati emozionali, credenze, etc.)

I concetti in questione, alcuni dei quali hanno assunto una ampiezza tale da divenire dei veri e propri campi di studio, sono stati: l’Empatia e l’introspezione secondo la psicologia di H. Kohut, la Teoria della mente, che è ormai un settore della ricerca psicologica, l’Intelligenza emotiva secondo P. Salovey e J.D. Mayer e la Funzione riflessiva di P. Fonagy e M. Target.

 

Almeno due di essi sono stati salutati nel tempo come rappresentanti l’avvento di un nuovo paradigma nel senso della teoria di H. Kuhn sulle rivoluzioni scientifiche.

l’ipotesi che nel mondo della psicologia possano coesistere, a differenza di quello delle scienze cosiddette ‘dure’, teorie provenienti da paradigmi diversi, non può non sollevare, secondo l’autore, degli specifici problemi; il primo dei quali è: teorie provenienti da paradigmi diversi e teorie elaborate all’interno dello stesso paradigma possono essere confrontate tra loro con le medesime metodiche, oppure ciò richiederebbe metodiche diverse? e, semmai, quali? A scopo esemplificativo viene fornito inoltre un esempio proveniente dalla letteratura junghiana contemporanea, in cui il concetto di archetipo viene confrontato con concetti affini provenienti da moderne teorie, come se i vari contributi appartenessero allo stesso paradigma.

 

Massimo Giannoni “Vignette cliniche: il transfert negativo”

Massimo Giannoni ha trattato il delicato tema del transfert negativo nell’analisi. Attraverso la presentazione di due vignette cliniche e dei relativi sogni, l’attenzione si è focalizzata sulla comparsa di questo elemento come momento importante nell’attivazione del processo analitico stesso.

13 gennaio 2009

Cecilia CODIGNOLA: ” J.D.LICHTENBERG – Mestiere e ispirazione, guida alle psicoterapie esplorative ” 

Massimo GIANNONI: “Empatia, H.KOHUT, C.G.JUNG” – (PPT)

2008-2009_04

 

 

 

 

 

28 gennaio 2009

George HOGENSON: “Archetipi come schemi d’azione”

Chairman, Massimo GIANNONI- Discussant, Bob MERCURIO e Enzo Vittorio TRAPANESE

Relazione di George HOGENSON: “Archetipi come schemi d’azione”

Intervento di Bob MERCURIO  – (PDF)

 7 febbraio 2009

Luisa ZOPPI e Mario BRUNETTI“Il mondo interiore del trauma” di D.KALSHED”

2008-2009_07M.BRUNETTI ha presentato una sintesi del libro, mentre L.ZOPPI ha esposto un caso clinico sul tema. Nella teoria di Kalsched quando il trauma, acuto o cumulativo, colpisce la psiche in fase evolutiva, può interrompersi il processo della regolazione affettiva, con la conseguente frammentazione della coscienza in diverse parti che si organizzano secondo modelli arcaici e tipici (archetipici).

Una parte dell’Io regredisce ad un periodo infantile ed un’altra progredisce con molta rapidità diventando precocemente adatta al mondo esterno, spesso nella forma di un “falso-Sé” (Winnicott 1960). Per mantenere questa scissione tesa ad impedire che “l’impensabile” diventi esperienza generando angoscia intollerabile, si instaura un “sistema archetipico di autocura” dominato da difese arcaiche definite “demoniche”, che scherma le relazioni con il mondo esterno nel tentativo, anche brutale, di difendere lo “spirito individuale” dal ripetersi dell’esperienza originale. La personalità post-traumatica appare così, colpita non nella mente o nel corpo ma nello spazio della relazione. Le difese dominanti, favorendo la sopravvivenza a spese dell’individuazione attraverso l’attacco al legame, possono generare una struttura di personalità incapace di dare parola ai sentimenti: l’Alessitimia. La terapia suggerita si muove sulla possibilità di sopportare la ritraumatizzazione intorno alla figura dell’analista di cui è importante che venga scoperta l’umanità, al fine di costruire una relazione tra gli elementi reali e quelli immaginali, interrotta dal trauma. Fiabe e miti vari sono usati nel libro come metafore di questo processo.

Massimo GIANNONI: “Empatia, H.KOHUT, C.G.JUNG” II Parte  – (PPT)

2007 – 2008

29 settembre 2007 

Commento al libro di Jean Knox “Archetipo, attaccamento, analisi. La psicologia Junghiana e la mente emergente”. Nella seconda parte della giornata Ida Cappelli Porena ha presentato un caso clinico con l’intervento di Marina Corradi.

20 ottobre 2007

“Riflessioni cliniche con Jean Knox”

2007-2008_01

Jean Knox ha presentato la relazione “Sesso, vergogna e funzione trascendente” (PDF) cui è seguita una partecipata discussione sui temi trattati, moderata e tradotta da Caterina Vezzoli (CIPA di Milano).

Nella seconda parte dell’incontro Nadia Fina ha presentato un caso clinico commentato e supervisionato da J. Knox.

10 novembre 2007

C.Codignola ha presentato per la discussione la relazione tenuta all’VIII Seminario Residenziale dell’A.I.P.A. (1-4 novembre 2007, Villa Cappugi, Pistoia), dal titolo “Adolescenti in Psicoterapia Analitica” (PDF).

19 gennaio 2008

G.Filippi: caso clinico sul tema della colpa e della vergogna.

V.M.De Marinis: “Amore,desiderio e distruttività: riflessioni su un caso clinico di perversione”. Discussant – F.Fera

Sintesi degli interventi

(a cura di M.Brunetti)

Gisella Filippi ha esposto, attraverso degli spunti clinici alcune riflessioni su colpa e vergogna.Il senso di colpa in analisi riguarda qualcosa che non è stato agito, un nulla di fatto. E’ un’ombra interna che accusa e punisce inducendo ad un comportamento riparativo. Rifacendosi ad alcuni temi della teoria intersoggettiva viene sottolineato come il bambino che riceve in modo ricorrente risposte di cattiva sintonizzazione da parte dei caregivers, costruisca la convinzione che le proprie emozioni e aspirazioni evolutive siano manifestazioni di un personale difetto o cattiveria. Egli può arrivare pertanto ad instaurare un Sé ideale purificato da questi aspetti per mantenere non solo un legame con gli agenti della cura ma anche con la propria autostima.

Il senso di colpa in questo contesto si configura come una modalità difensiva per sfuggire alla realtà penosa o terrifica della propria condizione di vita. Infatti, citando Fairbairn :“E’ meglio essere un peccatore in un mondo guidato da Dio che vivere in un mondo guidato dal Diavolo”, G.Filippi osserva che l’assunzione di una colpa per cose non commesse, permette di vivere in un mondo doloroso ma aperto alla speranza dall’idea della riparazione. Mentre invece la consapevolezza di vissuti relazionali minacciosi e distruttivi porterebbe a vivere in un mondo di morte immutabile in quanto dipendente da altri. Con il senso di colpa però non viene affrontato il vero problema: l’assunzione di responsabilità non della “riparazione” di un peccato presunto, ma della “cicatrice” e del dolore che comporta l’accettazione della propria condizione e quindi l’evoluzione verso uno stadio ulteriore della vita attraverso la separazione dai vecchi schemi.

Ciò significa perdere l’immagine ideale di se stessi ed affrontare l’inadeguatezza confrontandosi con le proprie ferite narcisistiche, attraverso un vissuto di indegnità e quindi di “vergogna”.

2007-2008_02V.M. De Marinis, attraverso la presentazione di un caso clinico, ha introdotto per la discussione il tema delle “perversioni”, preferendo l’uso di questo termine a quello più recente di “parafilie” che, a suo avviso, riduce troppo l’alone semantico comprendente il male, la distruttività al posto dell’amore, tipico di questo quadro di personalità.

Dal modello psicoanalitico classico, che vede alla base della perversione la centralità del desiderio rispetto alla formazione delle regole, la ricerca psicodinamica si è andata spostando sulla relazione tra la personalità perversa e l’altro. In particolare su un difetto dello sviluppo che determina una specifica inadeguatezza nel sentire l’altro, il quale di conseguenza cessa di funzionare come limite e confine del proprio desiderio. Il perverso è dominato da una fantasia di onnipotenza che cerca di sostituire il sentire, la passività con il fare, con l’azione. Il piacere quindi risiede non nell’usare il partner o la vittima come oggetto, ma nel farlo passare dalla condizione di soggetto a quella di oggetto. L’attivazione della scena perversa diventa la risposta ad un riemergente vissuto traumatico (abbandono, perdita, terrore ecc) nel tentativo di dominarlo attraverso l’altro, uscendo momentaneamente ed illusoriamente dalla passività. Inoltre l’eccitazione provata nell’attuarsi della fantasia perversa, può essere l’unico modo che permette al soggetto di sentirsi dentro un corpo esistente, vivo”.

16 febbraio 2008

F. Fera ha ripreso il tema dell’incontro precedente e, presentando un caso clinico seguito in due periodi a distanza di anni, ha descritto il delicato rapporto all’interno del trattamento tra l’uso delle teorie di riferimento (in particolare Kohut, Mitchell, Fonagy) e l’emersione di un vissuto empatico generatore del cambiamento. Il vivace dibattito apertosi al termine si è sviluppato proprio sul ruolo dei due aspetti evidenziati nella relazione, il loro rapporto temporale, le rispettive funzioni e interazioni.

“Relazione” (PDF)

8 marzo 2008

Dr.ssa L. Zoppi “Considerazioni sul lavoro di Wilma Bucci”

2007-2008_03La Dr.ssa Zoppi – psicologa analista AIPA- ha presentato il metodo elaborato da W.Bucci per l’analisi dei processi psicosomatici nel quadro della Teoria del Codice Multiplo (TCM). Attraverso una complessa tecnica di misurazione dell’efficacia dell’espressione verbale, vengono misurati degli indicatori che permettono di valutare gli effetti che la comunicazione verbale può avere sulla salute mentale e fisica.

Concetto centrale di questa teoria è quello di “Attività Referenziale (A/R)”, cioè dei modi in cui diverse parti della mente funzionano, più o meno collegate tra loro con riferimenti reciproci. Il processo psichico è la risultante del funzionamento “in parallelo” di tre distinti sistemi di immagazzinamento ed elaborazione delle informazioni, codificate nelle modalità: NS/NV (non-simbolica/non-verbale); S/NV (simbolica/non-verbale); S/N (simbolica/verbale). La patologia è vista come conseguenza della disconnessione tra gli elementi di uno schema e/o della dissociazione tra sistemi di elaborazione delle informazioni che determinano l’interruzione dell'”attività referenziale”.

5 aprile 2008

Dr.G.Corrente:“Il gruppo clinico in una visione bioniana”

2007-2008_04G.Caputo ha presentato un complesso caso clinico, anche attraverso i vissuti del terapeuta, che il  Dr. Corrente ha utilizzato come spunto per l’esposizione di alcuni concetti bioniani, come quello di funzione alfa. Una funzione che ha inizio nel primissimo rapporto madre-figlio, in cui la madre attraverso un processo di rêverie, elaborandole, trasforma le proiezioni del bambino in una forma moderata dal pensiero e dall’affetto.

Nel gruppo la funzione alfa prende il nome di gamma. Qui si attivano spontaneamente automatismi gruppali che il singolo riprende, elaborandoli ad es. attraverso i sogni, producendo così trasformazioni in sé stesso. Riferimenti interessanti sono emersi riguardo alla funzione beta, agli assunti di base ed al mito, letto come attività elaborativa del gruppo culturale che lo produce.

10 maggio 2008 

D.Fois “Il bambino come individuo: la psicologia infantile secondo Michael Fordham”

2007-2008_05Daniela Fois ha presentato per la discussione una breve sintesi del pensiero di M. Fordham partendo dall’esigenza dell’autore di costruire una teoria dello sviluppo infantile su cui basare la pratica psicoterapeutica dell’infanzia. Per Fordham il bambino è un individuo fin dall’inizio. In contrasto con il pensiero di Jung su questo tema, egli nega l’indifferenziazione del bambino rispetto all’inconscio genitoriale, formulando l’idea dell’esistenza di un Sé primario, presente fin dall’inizio della vita, preesistente alla coscienza e quindi alla strutturazione della psiche in elementi consci ed inconsci, esso è un’unità psicosomatica che contiene tutte le disposizioni archetipiche, compresa quella per lo sviluppo dell’Io. Il bambino entra in rapporto con il mondo attraverso l’alternanza di fasi di integrazione – in cui il Sé è stabile e chiuso in se stesso come nel sonno o nell’ appagamento – deintegrazione – in cui il Sé interagisce col mondo esterno attraverso i suoi deintegrati : gli archetipi – e reintegrazione – in cui gli elementi precedenti vengono reintegrati nel Sé arricchiti dall’ esperienza. Nel bambino, che inizialmente è separato dalla madre, avviene una fusione secondaria in cui il Sé entra in rapporto con l’altro come oggetto-Sé. L’oggetto che non corrisponde all’aspettativa archetipica non viene riconosciuto dal Sé. Fordham formula anche un’ipotesi eziopatogenetica sull’ autismo per la quale l’aspetto principale è quello della persistenza di un Sé primario che non può deintegrare e formare l’oggetto-sé a causa di un fallimento materno nel soddisfare le aspettative archetipiche del bambino e quindi non si sviluppano attività simbolica e mondo interiore.

2006 – 2007

30 settembre 2006

F.Fera, M. Corradi, E. Pellegrini hanno presentato e commentato il libro di A. Damasio “Emozioni e coscienza”.

Negli interventi è stata sottolineata la complessa operazione proposta da Damasio che, in questo testo, descrive il processo di coscienza, considerato nella sua continuità, a partire dal corpo e dai meccanismi di regolazione fisiologica, per arrivare fino alla coscienza morale. La corporeità delle emozioni, il loro essere riferite al soggetto- nella coscienza nucleare- e l’apertura a una dimensione storica e temporale -nella coscienza estesa- costituiscono i mattoni attraverso cui l’edificio della coscienza si struttura. Ad ognuna di queste specificazioni della coscienza, gerarchicamente disposte lungo una linea evolutiva (non si dà passo successivo, senza un’acquisizione precedente) corrisponde, per Damasio una particolare forma dell’esperienza del Sé: attraverso esempi clinici e osservazioni neuroanatomiche viene proposta una rilettura dell’esperienza del Sé messo in relazione diretta con il concetto di coscienza (Proto-Sé,Sé nucleare e Sé autobiografico).

M.Brunetti ha esposto un caso clinico utilizzando il quadro di riferimento tracciato da O.Kernberg sull’organizzazione di personalità borderline ed il testo di S.Mitchell “Influenza e autonomia in psicoanalisi” con una particolare attenzione all’analisi del controtransfert.

 28 ottobre 2006

“Limiti dell’empatiae e relazione terapeutica”: D.Fois ha presentato una relazione su alcuni passaggi del libro di P.Fonagy “Regolazione affettiva, mentalizzazione e sviluppo del Sé”, trattando il tema del rispecchiamento come dinamica di fondo nella strutturazione della personalità, con particolare riferimento alla organizzazione di personalità borderline. R.Zucchetti, riassumendo alcuni concetti del testo di B.Beebe e F.M.Lachmann “Infant research e psicoanalisi dell’adulto” ha parlato del ruolo dell‘autoregolazione (PDF)  e della regolazione interattiva come fenomeni di base nella costruzione del comportamento umano.

G.Caputo, nel quadro delle tematiche analizzate nella prima parte dell’incontro, ha descritto e discusso un caso clinico (strettamente legato a quello trattato nell’incontro precedente) con particolare riferimento all’analisi dei vissuti e della reattività dell’analista di fronte alla complessità patologica ed ambientale del paziente.

 18 novembre 2006

2006-2007_01

 

 

 

 

Presso l’Istituto di Cultura Austriaca a Roma, il Gruppo Dialoghi in occasione del 150° anno dalla nascita di Sigmund Freud ha organizzato la conferenza-dibattito “Freud e Jung oggi”. 

Sono intervenuti:

Giovanni Jervis

Relazione della Dr.ssa J.KNOX  – (PDF)

Locandina – (JPG)

16 dicembre 2006

2006-2007_03

Spazio dedicato ai commenti sulla giornata di studio “Freud e Jung oggi”. A seguire, il Dr. Marino De Marinis ha tenuto uno stimolante intervento sul tema “Percorsi dell’autenticità nella situazione analitica”. Attraverso i due contesti, dell’ analista in rapporto con l’analizzando e dell’analista in relazione con la comunità dei competenti,

 

De Marinis si chiede quali siano i tratti ed i limiti dell’autenticità, in un contesto così particolare come quello dell’analisi in cui i due attori partecipano con gradi diversi di responsabilita. L’autenticità rimane definita dal grado di consapevolezza che l’analista ha delle motivazioni alla base del suo operare mentre si prende cura dell’altro ponendosi al servizio della sua realizzazione psicologica. Dunque l’autenticità dell’analista è delineata “..dalla differenziazione; potremmo anche parlare di maturità del suo sentire.” La prassi e le teorie dell’analista devono però avere un riconoscimento come appartenenti ad uno specifico ordine simbolico definito dal confronto con la comunità scientifica, con i gruppi di riferimento e con la riflessione critica sugli autori.

E’ seguita una discussione molto partecipata sul tema trattato, avviata dall’approfondimento e dai commenti di F.Fera specialmente sulla relazione tra inautenticità e inconscietà.

20 gennaio 2007

2006-2007_04

D. Falone e A. Firetto hanno presentato alcune definizioni del concetto di empatia alla luce delle ricerche di psicologia degli ultimi decenni, con particolare riferimento agli studi sui neuroni-specchio.Sintesi dell’intervento di A. Firetto – (PDF).

Il Dott. S. Zucconi ha tenuto una conferenza-dibattito sul tema “Diventare uomo, diventare donna – psicoanalisi e identità sessuale”.

 

 

La tradizione vuole che la scoperta dell’alterità, l’acquisizione dell’identità di genere e la costruzione dell’identità personale seguano uno sviluppo lineare, da livelli indifferenziati fino a quelli più evoluti, passando attraverso le vicissitudini dell’Edipo.

L’assunto implicito in tale concezione è che riconoscere la differenza sia una conquista più difficile e tardiva che il riconoscere l’uguaglianza. Cosa succede se invece si pensa che la difficoltà stia nell’accettare la differenza senza rifiutare l’uguaglianza? L’autore cerca di rispondere a questa domanda, mentre esplora zone di confine, sostenendo che i livelli mentali più adulti e le integrazioni più tardive non rimpiazzano le posizioni più antiche, ma le riconfigurano.

3 febbraio 2007

“Anche gli elefanti dipingono?
Il Sé in psicoanalisi e nell’arte concettuale”

Il Prof. Michael J.Horne ha presentato un lavoro sul Sé partendo dall’analisi di alcune opere presenti nel panorama dell’arte concettuale. Ha introdotto i lavori C. Arnetoli, moderatore M. Giannoni

Michael J. Horne

“Anche gli elefanti dipingono? Il Sé in psicoanalisi e nell’arte concettuale”

Elefanti che dipingono

Traduzione della Relazione del Prof. M.J.Horne – (PDF)

17 marzo 2007

F.Simonucci ha portato alla discussione del gruppo un caso clinico, complesso per l’intreccio e la sovrapposizione di dinamiche psicologiche ed ambientali, caratterizzate da intensi e frequenti agiti.

A seguire Angela Connolly ha presentato una relazione – (PDF) sulla propria esperienza di analista nella Russia post-sovietica tra il 1997 ed il 2002. Di particolare interesse è risultato l’incontro e la complessa interazione tra due mondi culturalmente molto diversi, il forte impatto sul comportamento individuale della storia socio-politica del paese e di conseguenza, ad es. la difficoltà a definire e mantenere un setting adeguato al lavoro da svolgere. Il pathos descrittivo e le considerazioni metodologiche ed interpretative dello scenario in cui la Connolly si è trovata ad operare, hanno stimolato una partecipata discussione con spunti di riflessione anche sul nostro rapporto con le caratteristiche del contesto italiano.

14 Aprile 2007

M. Giannoni ha presentato un intervento e una riflessione sul tema:  ” Jung 20 anni dopo ” .

12 Maggio 2007

M. Giannoni seconda parte dell’intervento

C. Arnetoli ha presentato e commentato il suo lavoro: ” Poiesis e metamorfosi. Una prospettiva relazionale nel corpo “. E’ seguito un interessante dibattito sul tema trattato.

2005 – 2006

24 Settembre 2005

Presentazione del Libro di D.Stern “Il momento presente” Ed. R.Cortina

Proiezione del film “Il mio nome è Sabina”, che tratta la storia di Sabina Spielrein, seguita da discussione e commenti

29 Ottobre 2005

Commento ai Capitoli 5,6 e 7 del Libro di D.Stern “Il momento presente” Ed. R.Cortina

M.Brunetti, presentazione di un caso clinico

19 Novembre 2005

Commento ai Capitoli 7,8 e 9 del Libro di D.Stern “Il momento presente” Ed. R.Cortina

17 Dicembre 2005

Commento di Fiorella Fera al Libro di Jean Pierre Vernant  “L’individuo, la morte, l’amore” Ed. R.Cortina

Caso clinico presentato da Alfredo Lo Cigno

21 Gennaio 2006

Conferenza della dott.ssa Eleonora Pellegrini sul pensiero di Damasio

Relazione della dott.ssa Cecilia Codignola sul Convegno IARP “L’Esperienza Relazionale”: Roma 23-26 Giugno ’05

11 Febbraio 2006

Conferenza del dr. Silvio Zucconi su  “L”interazione transfert-controtransfert rivisitata”

11 Marzo 2006

Relazione del. dr. Massimo Giannoni dal titolo “Esiste ancora l’inconscio di Freud?”

Relazione del dr. Claudio Arnetoli dal titolo “Il tempo, il transfert e l’organizzazione mitica dall’esperienza”

1 Aprile 2006

Caso clinico presentato da Alfredo Lo Cigno; Relazione di Anna Carusi su Psicologia del Sé e Psicoterapia

13 Maggio 2006

Conferenza del dr.Enrico Alleva della “Section of Behavioural Neurosciences” del Dipartimento di Biologia cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità dal titolo  “Effetti cooperativi di comportamento e neurobiologia  nella strutturazione del cervello e del comportamento”