2006 – 2007

30 settembre 2006

F.Fera, M. Corradi, E. Pellegrini hanno presentato e commentato il libro di A. Damasio “Emozioni e coscienza”.

Negli interventi è stata sottolineata la complessa operazione proposta da Damasio che, in questo testo, descrive il processo di coscienza, considerato nella sua continuità, a partire dal corpo e dai meccanismi di regolazione fisiologica, per arrivare fino alla coscienza morale. La corporeità delle emozioni, il loro essere riferite al soggetto- nella coscienza nucleare- e l’apertura a una dimensione storica e temporale -nella coscienza estesa- costituiscono i mattoni attraverso cui l’edificio della coscienza si struttura. Ad ognuna di queste specificazioni della coscienza, gerarchicamente disposte lungo una linea evolutiva (non si dà passo successivo, senza un’acquisizione precedente) corrisponde, per Damasio una particolare forma dell’esperienza del Sé: attraverso esempi clinici e osservazioni neuroanatomiche viene proposta una rilettura dell’esperienza del Sé messo in relazione diretta con il concetto di coscienza (Proto-Sé,Sé nucleare e Sé autobiografico).

M.Brunetti ha esposto un caso clinico utilizzando il quadro di riferimento tracciato da O.Kernberg sull’organizzazione di personalità borderline ed il testo di S.Mitchell “Influenza e autonomia in psicoanalisi” con una particolare attenzione all’analisi del controtransfert.

 28 ottobre 2006

“Limiti dell’empatiae e relazione terapeutica”: D.Fois ha presentato una relazione su alcuni passaggi del libro di P.Fonagy “Regolazione affettiva, mentalizzazione e sviluppo del Sé”, trattando il tema del rispecchiamento come dinamica di fondo nella strutturazione della personalità, con particolare riferimento alla organizzazione di personalità borderline. R.Zucchetti, riassumendo alcuni concetti del testo di B.Beebe e F.M.Lachmann “Infant research e psicoanalisi dell’adulto” ha parlato del ruolo dell‘autoregolazione (PDF)  e della regolazione interattiva come fenomeni di base nella costruzione del comportamento umano.

G.Caputo, nel quadro delle tematiche analizzate nella prima parte dell’incontro, ha descritto e discusso un caso clinico (strettamente legato a quello trattato nell’incontro precedente) con particolare riferimento all’analisi dei vissuti e della reattività dell’analista di fronte alla complessità patologica ed ambientale del paziente.

 18 novembre 2006

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Presso l’Istituto di Cultura Austriaca a Roma, il Gruppo Dialoghi in occasione del 150° anno dalla nascita di Sigmund Freud ha organizzato la conferenza-dibattito “Freud e Jung oggi”. 

Sono intervenuti:

Giovanni Jervis

Relazione della Dr.ssa J.KNOX  – (PDF)

Locandina – (JPG)

16 dicembre 2006

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Spazio dedicato ai commenti sulla giornata di studio “Freud e Jung oggi”. A seguire, il Dr. Marino De Marinis ha tenuto uno stimolante intervento sul tema “Percorsi dell’autenticità nella situazione analitica”. Attraverso i due contesti, dell’ analista in rapporto con l’analizzando e dell’analista in relazione con la comunità dei competenti,

 

De Marinis si chiede quali siano i tratti ed i limiti dell’autenticità, in un contesto così particolare come quello dell’analisi in cui i due attori partecipano con gradi diversi di responsabilita. L’autenticità rimane definita dal grado di consapevolezza che l’analista ha delle motivazioni alla base del suo operare mentre si prende cura dell’altro ponendosi al servizio della sua realizzazione psicologica. Dunque l’autenticità dell’analista è delineata “..dalla differenziazione; potremmo anche parlare di maturità del suo sentire.” La prassi e le teorie dell’analista devono però avere un riconoscimento come appartenenti ad uno specifico ordine simbolico definito dal confronto con la comunità scientifica, con i gruppi di riferimento e con la riflessione critica sugli autori.

E’ seguita una discussione molto partecipata sul tema trattato, avviata dall’approfondimento e dai commenti di F.Fera specialmente sulla relazione tra inautenticità e inconscietà.

20 gennaio 2007

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D. Falone e A. Firetto hanno presentato alcune definizioni del concetto di empatia alla luce delle ricerche di psicologia degli ultimi decenni, con particolare riferimento agli studi sui neuroni-specchio.Sintesi dell’intervento di A. Firetto – (PDF).

Il Dott. S. Zucconi ha tenuto una conferenza-dibattito sul tema “Diventare uomo, diventare donna – psicoanalisi e identità sessuale”.

 

 

La tradizione vuole che la scoperta dell’alterità, l’acquisizione dell’identità di genere e la costruzione dell’identità personale seguano uno sviluppo lineare, da livelli indifferenziati fino a quelli più evoluti, passando attraverso le vicissitudini dell’Edipo.

L’assunto implicito in tale concezione è che riconoscere la differenza sia una conquista più difficile e tardiva che il riconoscere l’uguaglianza. Cosa succede se invece si pensa che la difficoltà stia nell’accettare la differenza senza rifiutare l’uguaglianza? L’autore cerca di rispondere a questa domanda, mentre esplora zone di confine, sostenendo che i livelli mentali più adulti e le integrazioni più tardive non rimpiazzano le posizioni più antiche, ma le riconfigurano.

3 febbraio 2007

“Anche gli elefanti dipingono?
Il Sé in psicoanalisi e nell’arte concettuale”

Il Prof. Michael J.Horne ha presentato un lavoro sul Sé partendo dall’analisi di alcune opere presenti nel panorama dell’arte concettuale. Ha introdotto i lavori C. Arnetoli, moderatore M. Giannoni

Michael J. Horne

“Anche gli elefanti dipingono? Il Sé in psicoanalisi e nell’arte concettuale”

Elefanti che dipingono

Traduzione della Relazione del Prof. M.J.Horne – (PDF)

17 marzo 2007

F.Simonucci ha portato alla discussione del gruppo un caso clinico, complesso per l’intreccio e la sovrapposizione di dinamiche psicologiche ed ambientali, caratterizzate da intensi e frequenti agiti.

A seguire Angela Connolly ha presentato una relazione – (PDF) sulla propria esperienza di analista nella Russia post-sovietica tra il 1997 ed il 2002. Di particolare interesse è risultato l’incontro e la complessa interazione tra due mondi culturalmente molto diversi, il forte impatto sul comportamento individuale della storia socio-politica del paese e di conseguenza, ad es. la difficoltà a definire e mantenere un setting adeguato al lavoro da svolgere. Il pathos descrittivo e le considerazioni metodologiche ed interpretative dello scenario in cui la Connolly si è trovata ad operare, hanno stimolato una partecipata discussione con spunti di riflessione anche sul nostro rapporto con le caratteristiche del contesto italiano.

14 Aprile 2007

M. Giannoni ha presentato un intervento e una riflessione sul tema:  ” Jung 20 anni dopo ” .

12 Maggio 2007

M. Giannoni seconda parte dell’intervento

C. Arnetoli ha presentato e commentato il suo lavoro: ” Poiesis e metamorfosi. Una prospettiva relazionale nel corpo “. E’ seguito un interessante dibattito sul tema trattato.